Mario si fermò di colpo.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.
Mario si fermò di colpo.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.
Mario si fermò di colpo.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.
Davanti a lui, dove fino a un attimo prima ricordava solo rovi, felci e il fitto intreccio delle radici, si apriva un sentiero sottile, quasi nascosto dall’erba alta. I fili verdi gli sfioravano le ginocchia come dita vive, piegandosi appena al suo passaggio, e in mezzo alla vegetazione correvano piccole pietre scure, disposte con una precisione troppo antica per essere casuale.
«Voi lo avevate mai visto?» chiese, voltandosi verso Luigi e Francesca.
Il bosco, intorno, sembrò trattenere il respiro.
Mario non ricordava quel passaggio. Ne era certo. Eppure qualcosa, laggiù, nel punto in cui il sentiero spariva tra gli alberi più fitti, brillò per un istante: una luce verde, breve come un occhio che si apre e si richiude.
Luigi fece un passo indietro. Francesca, invece, si chinò e raccolse qualcosa dall’erba: un frammento sottile, intrecciato di muschio secco e fili dorati.
Mario sentì un richiamo muto salirgli dentro, come se quel sentiero sapesse il suo nome da molto prima di lui.
«Dobbiamo seguirlo» disse piano.
E fu proprio allora che l’erba, dietro di loro, cominciò a richiudersi.